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Turandot

Turandot in English

Kompositör och librettister

Musik: Giacomo Puccini Musiken fullbordad av Franco Alfano.Text: Giuseppe Adami och Renato Simoni efter Carlo Gozzi och Schiller

Libretto

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Premiär

Urpremiär i Milano 1926, Svensk premiär: Stockholm 1927. Sett föreställningen: 10.8.1991 Arena di Verona

Produktionsteam

|Dirigent: Daniel Nazareth |Regissör:Giuliano Montaldo |Scenografi: Luciano Ricceri|Kostym:Elisabetta Montaldo|Körmästare:Aldo Danielli|

Operans roller, rösttyper och sångare

Roll Rösttyp Sångare
Turandot,prinsessa sopranGrace Bumbry
Calaf,Timurs son tenorKristian Johannsson
Liù,en ung slavinna sopranPatrizia Orciani
Timur,tatarernas avsatte kung basCarlo Striuli
Ping,kejserlig kansler baryton Alfonso Antoniozzi
Pong,chef för det kejserliga köket tenor Jorio Zennaro
Pang,kejserlig marskalk tenor Sergio Bertocchi
Althoum,kejsare av Kina tenor Mario Guggia

ATTO PRIMO

La folla è adunata davanti al loggiato del palazzo imperiale, pressso le ciclopiche mura di Pechino. E il tramonto, ed un mandarino proclama il tragico decreto di Turandoti la prinpessa andrà sposa solo a colui che saprà sciogliere i tre enigmi da lei proposti: ma se il pretendente fallirà la prova, subirà la morte. Il principe di Persia, che fu vinto nel cimento, sarà decapitato allo spuntar della luna. La folla gioisce all'annuncio dello spettacolo di morte e chiamai gran voce il boia tentando di penetrare nella reggia. E ricacciata dalle guardie.

Nel tumulto sono travolti Timur, lo spodestato vecchio re dei tartari, esule dalla sua patria, e Liù, la dolce e fedele schiava che volle essergli, compagna nella sventura. La fianculla invoca soccorso per il vecchio ed ecco un giovane farsi largo ed accorere. È Calaf, figlio di Timur, e com lui esiliato e fuggiasco. L `incontro ed il riconoscimento sono commoventi. Il vecchio re narra - mentre s'avanza il carnefice coi suoi aiutan - della sua fuga e del generosp sostegno trovatoto in Liù; e a lei Calaf si volge grato chiedendo il perché del sacrificio. E Liù svela con timiedendo il perché del sacrificio. E Liù svela con timida voce il suo gran segreto: perché un giorno il principe le aveva sorriso! e da allora la sua vita fu a lui votata.

Frattanto il boia arrota lo spadone per il supplizio e la folla canta sguaiata, impaziente di vedere la luna che segnerà l`ora di morte. Finalmente il pallido raggio illumina il cileo e avanza il corteo che accompagna il pricipe di Persia al supplizio. Ma nel vederlo giovanissimo e bello la ferocia della si cambia in pietà e si invoca Turandot perché conceda la grazia. Calaf maledice la crudele principessa, ma il grido gli muore sulle labbra quando della appare. Turandot, belissima, illuminata dalla luna, sembra un creatura del cielo, e Calaf esrasio non sa tacere la sua meraviglia. Turandot con un cenno nega la grazia ed il corteo riprende lento e tracigo, seguito dalla folla.

Calaf è rimasto immobile, come trasognato, e quando si riscuote è per invocare Turandot. Timur e Liu che son rimasti con lui,tentano di distoglierlo ed allontanarlo, ma invano. Alla invocazione di Calaf, intanto, un'altra risponde: quella del principe che muore, seguita dall'urlo della folla. Per un momento Calaf sembra esitare,ma poi corre verso il gong per sollecitare il cimento. Non fa in tempo a raggiungerlo che tre figure grottesche gli tagliano la strada. Sono Ping Pang e Pong, i tre ministri imperiali che, con la descrizione del supplizio al quale egli andrà incontro,voglioni dissuaderlo dal tentare la prova. Ma Calaf ancora non cede. Appaiono sul loggiato le ancelle di Turandot ad intimare il silenzio perché la principessa dorme. Voci di ombre - gli innamorati che lasciarono la vita nella disfida -chiamano Turandot e queste voci mettono nuovo fuoco nell`anima di Calaf. L`apparizione del boia sugli spalti che infila in un'asta la testa mozza del principe persiano, il disperato appello, di Timur e il pianto di Liù non lo fanno rinunciare al suo proposito folle. Raccomanda alla fanciulla il vecchio padre, si svincola da loro e dai tre ministri che tentano ancora di trattenerlo, e sie precipita al gong battendo i tre colpi fatali ed invocando tre volte la principessa.

ATTO SEGUNDO - Quadro primo

Un padiglione accanto alla reggia accoglie i tre ministri Ping, Pang e Pong, che commentano la nuova tragica i sfida del Principe Ignoto. Enumerano le morti già procacciate dal decreto di Turandot e sognano le loro case lontane e la vita tranquilla di un tempo. Ma giorno verrà in cui qualcuno riuscirà a vincere il mortale cimento e tutto tornerà roseo e lieto. E sciolgono un inno all´amore vittorioso. Ma il brusio della reggia che si sveglia, dopo I tre colpi di gong, li richiama alla realtà, e se ne vanno per assistere alla nuova sfida e forse, al nuovo supplizio.

Quadro secondo.

Nel grande cortile d'onore della reggia s'eleva una grandiosa scalea, al sommo della quale è il trono dell'imperatore. È notte,la scena è illuminata da innumerevoli lanterne e resa fastosa dalla folla di dignitari e dalle maisse di policrome insegne che gremiscono la gradinata. L´imperatore invita il Principe Ignoto a desistere dal cimento: ma Calaf insiste per affrontare le prove. Viene proclamato il decreto Turrandot e la principessa ne spiega il movente.Un'ava sua, sconfitto l'impero da un principe straniero, fu trasinata via dal vittorioso, e ne mori di dolore e di vergogna. Quella purezza oltraggiata, quella morte, Turandot vendica sugli stranieri che vorrebbero conquistarla e invita il Principe Ignoto alla rinuncia.

Calaf non cede e la principessa gli propone ilrimo enigma. Dopo un ansioso silenzio il principe lo spiega: "La speranza!", i sapienti,consultate le loro pergamene, confermano e la folla mormora stupita. Turandot scende a metàIlla mormora stupita. Turandot scende a metà della gradinata per avvicinarsi a Calaf, che rimane come abbagliato, e gli sottopone il secondoome abbagliato, e gli sottopone il secondo enigma. L'Ignoto riflette e tace; il trepido silenzio è rotto dagli incitamenti di Liù, Timur e della folla.Infine anche la seconda spiegazione e trovata: "Il sangue!": ed I sapienti approvano.La folla esulta; Turandot e smarrita. Scende tutta la scalea e, faccia con l`Ignoto,formula il terzo enigma.Gioisce dell'imbarazzo di Calaf, che sempra incapace di trovare la risposta; ma il principe, ch`era caduto in ginocchio, balza in piedi vittorioso: ecco la spiegazione: "Turandot!". La folla acclama entusiasta. La principessa sale verso il trono e supplica il padre di non gettarla in braccio allo straniero. Ma l'imperatore non può mancare alla parola data. La principessa si volge allora verso l'Ignoto chiedendogli se la vorrà a forza per il suo tormento.Risponde Calaf che la vuole invece ardente d'amore e perché questo avvenga la libera dal patto. Non solo, ma gliene propone un altro. Ella ignora chi egli sia: se prima dell'alba avrà saputo nomo egli morrà! Turandot accetta. L´imperatore commosso da tanta generosità apre la sua reggia all'Ignorato, che vorrebbe poter chiamare figlio. La folla acclama Calaf mentre sale la scalea per raggiungere il sovrano. Errompe l'inno imperiale a piena voce di popolo.

ATTO TERZO - Quadro primo.

Sui gradini d´un padiglione che mette negli appartamenti di Turandot è sdraialo Calaf, che, rapito nel sua noi sogno, contempla il giardino della roggia, illumninato dalla luna e profumato da incensieri.Echeggiano le voci degli araldi che pubblicano il bando di Turandot: chi sa il nome dell'Ignoto deve rivelarlo alla principessa prima dell'alba, pena la morte. Calaf riflette che il suo nome lo dirà lui stesso sulla bocca di Turandot, quando il suo amoro avrá vinto. Si ode il lamento della folla ohe paventa la morte minacciata, se non verrà rivelato il nome dello straniero. Il giardino un po' alla volta si popola e la gente, capeggiata dai tre ministri, affronta l'Ignoto. La loro vita è in sua mano gli dicono: parli, dica il suo nome, sarà fatto fuggire ed avrà ciò che desidera. Calaf li respinge e la folla gli si volge contro minacciosa.Già i pugnali si alzano contro di lui, quando un grido risuona e gli sgherri, seguiti dal popolo, entrano trasciando Tinur e Liu, che essendo stati visti, al tramonto, con l'Ignoto devono sicuramente saperne il nome. Turandot, chiamata dalla folla, appare ed interroga il vecchio, ma, poichè non parla, lo abbandona agli sgherri perchè ... lo convincano. Prima che Calaf possa avanzarsi a difenderlo, Liu si precipita davanti alle principessa gridando che lei sola sa il nome dellÌgnoto, ma non lo rivelerà.La folla impreca e le si stringe addosso minacciosa, Calaf si slancia a sua difesa, ma è trattenuto dalle guardie e legato. Liù lo rassicura che non parlerà. Invano Ping la interroga minaccioso; invano gli sgherri le torcono le braccia; Liù si accascia ma tace, Turandot,ammirata, le chiede da che tanta forza e Liù canta dolcissimamente il suo amore per il quale getta la vita. La principessa ordina allora di strapparle il segreto. E vien chiamato il boia.

Liù con un grido tenta di aprirsi un varco tra la folla, ma, quando vede che è tutto inutile, corre presso Turandot e le predice che si accenderà d'amore per l'Ignoto, alla cui vittoria ella sacrifica la vita. E con gesto fulmineo strappa ad un soldato il pugnale e se lo immerge nel petto. Cade morta ai piedi di Calaf. Turandot contempla assorta il corpo immoto, mentre Calaf la invoca e Timur le si inginocchia accanto. Passa sulla folla un'onda di pietà e di timore superstizioso per questa morte di un'innocente.

Liù è sollevata a braccia e si forma un corteo che l`accompagna alla sepoltura. Timur piangente tiene fra le sue la mano della fanciulla e la folla fa eco al suo pianto. L'Ignoto e Turandot vedono tutti allontanarsi e rimangono faccia a faccia.Calaf le grida di sciogliersi finalmente dal suo gelo di morte e le strappa il velo che tutta la ricopre. I rimproveri della principessa non spengono il suo fuoco e le promette anzi che la bacerà sulla bocca. Turandot arretra sconvolta, ma egli l`insegue, l'afferra, e la bacia! Quel primo bacio d'amore rende la principessa umile e supplichevole perché l'Ignoto s'allontani Ma Calaf la stringe tra le bracccia e I Turandot piango di commozione e di sgomento per la sua resa. Poi svela all'Ignoto come l'abbia temuto ed insieme amato fin dal primo momento, e gli chiede di non voler vittoria piu grande di quella già ottenuta e di partire.

Ora Calaf tenta la suprema prova d'amore. Svela il suo nome a Turandot. mettendo così la sua vita nelle mani dell'amata. L'inattesa rivelazione accende l'orgoglio della principessa, che pensando di poter essere ancora vittoriosa, invita Calaf davanti all'imperatore ed al popolo.

Quadro secondo.

Il cortile d'onore della reggia con l'immensa scalea accoglie ancora dignitari e vessilliferi per la suprema prov davanti al sovrano. Turandot annuncia al padre che sa il nome dello straniero, ma quando tutti s'attendono che lo sveli per mandare l'audace alla morto. Ia principessa, fissando Calaf, esclama, ardendo della nuova fiamma: il suo nome è...Amore! Sì Amore! risponde Calaf con un grido, e sale d'impeto la scalinata per raggiungere Turandot. Un abraccio li unisce, mentre la folla acclama, e prorompe in un canto di gioia.

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